GLORIA DE VITIS

CAOSE

La leccese Gloria De Vitis ha il dono di passare dalla letteratura alle arti con non comune duttilità. Dalle intense pagine di Lucignola romanzo ricco di incontri fugaci e finzioni d'amore, ecco che ora la poliedrica autrice torna nei territori della pittura con "Caose. Informale al femminile", personale proposta nell'ambito della rassegna Itinerario Rosa, organizzata da Palazzo Carafà. Mostra che conduce il pubblico nel mondo delle "caose, figure allo stato nascente, non ancora figure", come osserva Tommaso Auriemma, filosofo e docente di Estetica all'Accademia di Belle Arti di Lecce.

"Piuttosto: grembi per figure. Al gesto (maschile) informale, ovvero alla pittura scagliata con forza sulla tela, De Vitis preferisce la gestazione. Alla distruzione delle immagini, si preferisce il loro sorgere del caos". Così, aggiunge Auriemma, "in una società dove a dominare è sempre più la cosmesi, ossia un preciso ordine estetico, una donna sceglie il caos per ribadire che è da li, da sempre, che tutte le cose nascono".
E conclude, "i suoi colori dominanti sono anche i colori della passione: il rosso e il giallo". Come ha scritto Esiodo nella sua Teogonia, "la Terra, ovvero tutto ciò che ci circonda, e l'Eros, sono entrambi figli del Caos". Informale al femminile appunto.


Gloria De Vitis con "Caose" ritorna alle origini...del mondo. E lo fa con una pittura tonale di eccezionale dinamismo che, ricorrendo ad un vortice cromatico di grande forza espressiva, azzera il tempo (e la figura-forma, definitivamente "scontornata") e fa ripartire il timer della Vita, Ri-creando su tela il caos primordiale. Riportando la forma ad anticipazione ed aspettativa di(F)forme. Ri-producendo lo stato embrionale (in divenire) di materia-energia.Recuperando figurativamente l'istante della creazione in immagini apparentemente in-esistenti, tutte però in debito di un "dopo".
Con quelle tracce inesistenti di arancione acceso che sembrano quasi restituire al loro autentico colore i peli pubici of Jo. Con quelle mescolanze forti di nero e gradazioni di nero che sembrano riportarci alla prevalenza di materia oscrura (23%) ed energia oscura (73%) sul solo quattro-per-cento rappresentato da tutto ciò che , dell'intero budget materia/energia dell'Universo, riusciamo invece a vedere. Ma è proprio nell'invisibile (e nel non visibile) che Gloria De Vitis riscopre (e lo interroga anche) l'Assoluto dell'anima che, di continuo sottraendosi alle leggi della fisica, mai in lei si relativizza seguendo (anzi "piegandosi" a) la curvatura del mondo universo.