MATTIA MORELLI

Landscapes

intervista tratta dal sito "Il Giornale dell'Arte"

di Beatrice Mocenigo

Con il progetto Microcosmiche affabulazioni Mattia Morelli crea immagini al limite dell'astrattismo così da far viaggiare la mente dello spettatore, il quale si immerge in questa avventura onirica e spaziale.
Riesce a raffigurare lo spazio, infinitamente enorme, attraverso elementi naturali, infinitamente minuscoli. Oltre a colpire per la loro perfezione estetica le sue opere, che consistono in immagini e video, trasmettono l'esigenza di un ritorno alla natura e esprimono in maniera sottesa l'affetto dell'artista nel confronti della sua terra natale: la Puglia.

Abbiamo deciso di intervistare Mattia Morelli, artista che riesce a mostrare all'occhio umano ciò che non può vedere utilizzando ciò che non riesce a vedere.

Come nasce l'idea di questo progetto?
Il progetto mostra nasce dall'incontro, dal confronto e dalle chiacchierate tra me e la curatrice Anna Cochetti. Comprende fotografie, video, un lightbox ed un libro d'artista.

Sono presentati parallelamente due progetti: Landscapes e Places. Entrambi nascono durante lunghe passeggiate nelle quali mi sono lasciato ispirare dagli oggetti che mi circondavano, nella mia terra natia la Puglia, dalla quale sono andato via a tredici anni circa per poi tornarci se non per brevi periodi o vacanze. Elementi semplici, banali per i più, a volte in decomposizione, altre volte macerati dagli agenti atmosferici, rappresentati in questo modo si riscattano e riacquistano un nuovo significato.

Questa idea è legata ad un tuo particolare interesse per la scienza o nasce da altre esigenze?
Più che per la scienza, per la natura direi. Per le cose che appartengono, o meglio derivano, dalla terra. Siamo ormai troppo calati in contesti urbani, le città ci inglobano, il grigio cemento ci sovrasta. Il tornare in Puglia mi dà la possibilità di scavare/scovare ambienti che per me non appartengono più al quotidiano; andare a ricercare il particolare (non a caso poi reso in immagine tramite l'utilizzo del macro fotografico) che può però diventare universale. Forse in questo la scienza sì, in particolare l'astronomia (sebbene io non conosca la materia profondamente). L'esigenza principale è tirar fuori una realtà diversa da quella in cui viviamo tutti i giorni. Non posso andare sui Pianeti? Non posso andare tra i Canyon americani? Tra i deserti ed i calanchi del Medio Oriente? Negli anfiteatri greci? Sulle vette delle grandi catene montuose? ME LE CREO! Le invento (o per lo meno ci provo, o meglio per me lo sono, spero anche per qualcun'altro). Lo sfondo nero talvolta quando usato rende l'immagine atemporale, sospesa. L'infinito.

Il mio è anche un monito per l'uomo. Attenzione ad esasperare il pianeta Terra, potremmo ritrovarci in circostanze sgradevoli, ostiche, avverse per l'uomo. Quasi fossero habitat preistorici, asettici, primordiali, ancestrali. La vita umana ed il paesaggio antropizzato non è detto che continui, la forza della Natura ed il paesaggio naturale sì: farà sempre e comunque il suo corso.

Pensi di proseguire in questa direzione o si tratta di un esperimento unico?
Credo siano i due progetti più complessi, completi e longevi (per la durata della maturazione) fino ad ora. In mostra sono presenti alcune soluzioni espositive. In preparazione infatti ci sono anche altre forme espressive contemporanee (proiezioni, mapping, gif animate, oltre ai già presenti scatti fotografici, lightbox e video).

Anche altri miei lavori hanno lo stesso approccio. Entrare nel singolo elemento ed astrarlo dal suo contesto (un po’ richiamando a volte il rapporto realtà/finzione) siano insetti, automobili, mendicanti, mappe geografiche, macchie sui muri…

Sono in gestazione altri progetti?
Certo, bisogna sempre essere attivi e produttivi, senza avere mai fretta ed ansia di chiudere. Forse alcuni lavori non sono mai chiusi definitivamente. Ancora una volta il territorio pugliese (non tutti i progetti sono legati alla mia patria), nello specifico forse più per caso che per affettività. Ancora una volta il legame materico. Il rapporto tra terra e cosmo. Tra spazi reali e non. Ambienti lunari ed ambienti terrestri. Sulla scia del lavoro “SPUTNIK” di Joan Fontcuberta mi sto divertendo anche io a creare una mia narrazione fanta-scientifica (ma non si sa in che percentuale…).